L’altalena dell’anima, cosa è la vera apatia

L’altalena dell’anima, cosa è la vera apatia

Sicuramente l’io è ancora un modo da esplorare ed è talmente sfaccettato e diverso da ogni persona che risulta molto difficile classificare azioni e comportamenti di chi soffre di depressione ed anche di disturbo bipolare.

Se i picchi eccessivi sono pericolosi ma includono spesso movimento, azione, socialità per pur sconclusionati che siano sono più vicini alla vita dell’esclusione totale di quando si è depressi che si opera verso se stessi e verso gli altri.

Quasi un modo di morire pur accontentando gli altri che si è vivi. Si certo, si aprono gli occhi, si mangia, si dorme, si operano quel minimo di azioni ma l’annullamento dell’interesse per qualsiasi cosa è come una morte sospesa.

Non fare nulla, non avere interesse per nulla, neppure delle persone che fino a poco tempo fa si sono sentite parte dei sentimenti di chi oggi invece appare totalmente assente dal punto di vista emotivo.

La vera apatia, un buco che non è nero, che non è disperazione espressa ma è qualcosa di molto peggio, è assenza, è la morte del sociale, è far morire qualsiasi attività attorno a se, dalle piante abbandonate, agli oggetti inutilizzati, circondarsi di quell’egoismo depressivo in cui nessuno può entrare, nessuno riesce ad entrare e non si sa dove va a finire.

Che senso ha? Non lo so, lo vedo ma non riesco a capirlo o forse è semplicemente l’addossare a chi ti circonda colpe che non puoi o non vuoi assegnare ai veri colpevoli ed anche certamente in parte a te stesso ed in questa condizione gliela fai pagare nel modo più subdolo e insinuante che ci possa essere: ci sono ma non esisto, mi vedi ma sono da un’altra parte, non qui, non ora e mai vi libererò da questa mia condizione.

Mah, in fin dei conti sono solo riflessioni e forse mi sbaglio ma è quello che vedo e percepisco, forse con profonda cattiveria o forse con tremenda tristezza nel vedere chi purtroppo non riesce a gestirsi la vita, non riesce a comprendere cosa è la vita, perché pur brutta sia stata in passato si può girare pagina, con fatica ma ci si riesce; invece si continua a non accettare il passato e ad avere troppa paura del futuro sino a non volere cercare gli strumenti per cambiarlo, qualsiasi esso sia.

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